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 Bezeichnung
DDL 1865
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SI AL DDL 1865 minimieren
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SIT-IN GEOMETRI CASERTANI IN DIFESA DELLE COMPETENZE DEI GEOMETRI IN EDILIZIA minimieren
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SIT-IN GEOMETRI SICILIANI IN DIFESA DELLE COMPETENZE DEI GEOMETRI IN EDILIZIA minimieren

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APPELLO PER UNA LEGGE SULLE COMPETENZE minimieren
APPELLO PER UNA LEGGE
SULLE COMPETENZE DEI GEOMETRI IN EDILIZIA E URBANISTICA

Ecc.mo Presidente della Repubblica

Ecc.mo Presidente del Senato della Repubblica

Ecc.mo Presidente della Camera dei Deputati

Ecc.mo Presidente del Consiglio dei Ministri

Ecc.mi Onorevoli Deputati

Ecc.mi Onorevoli Senatori

 

Eccellentissime autorità

Vi scrive un Geometra, per sollecitare, con il dovuto rispetto, l’approvazione della Legge sulle competenze professionali dei geometri in edilizia e urbanistica.

Una proposta di Legge sulla materia in questione è stata presentata al Senato della Repubblica dalla Senatrice Simoni Vicari, come prima firmataria, il 10 novembre 2009 (DDL N. 1865).

Osserviamo che nella relazione descrittiva del DDL 1865 c’è scritto : “Il testo del presente disegno di legge, nel suo contenuto essenziale ed in particolare per quanto riguarda le competenze in materia edilizia, era già stato approvato dall’Aula del Senato nel corso della XIII legislatura (atto Senato n. 884) e dalla Commissione lavoro del Senato nelle due precedenti legislature.”

Un Disegno Di Legge analogo è stato presentato alla Camera dei Deputati dall’Onorevole Daniele Toto come primo firmatario (D.D.L. n. 3493).

Centodiecimila geometri, le loro famiglie, cosi come tanti loro collaboratori con le rispettive famiglie, attendono da tanti anni (decisamente troppi), quindi, che venga approvata la legge sulle competenze professionali dei geometri in edilizia e urbanistica .

Le iniziative legislative per lo sviluppo dell’economia italiana e per la salvaguardia dell’ambiente nazionale, promosse dal governo, risentono, indirettamente e negativamente, della mancanza di chiarezza e della inadeguatezza esistente nella definizione legislativa delle competenze professionali dei geometri in edilizia e urbanistica.

Iniziative legislative come il piano casa e la certificazione energetica del patrimonio edilizio, per esempio, richiedono il coinvolgimento di tutte le intelligenze professionali dell’area tecnica esistenti nel nostro paese, senza ingiustificate limitazioni, se si vogliono ottenere i risultati di crescita economica eco-sostenibile attesi (e auspicabili) dalle stesse normative richiamate.

Lo Stato ha investito per decenni nel sistema dell’istruzione tecnica e universitaria per istruire e formare coloro che hanno deciso di svolgere questa professione intellettuale, il geometra, ed ha interesse, a nostro modesto avviso, che vengano messe a frutto, a beneficio dell’economia del paese, tutte le potenzialità che la categoria professionale dei geometri può esprimere, corrispondentemente al livello di formazione fornito ai geometri nel relativo sistema di istruzione statale.

La categoria dei geometri, inoltre, investe quotidianamente nella formazione professionale continua, per incrementare e aggiornare il bagaglio di conoscenze tecniche e culturali dei geometri liberi professionisti e portarlo al livello delle nuove conoscenze della scienza e del progresso della tecnica nel settore dell’edilizia e dell’urbanistica, in cui tipicamente operano i geometri.

Lo Stato e i geometri, da punti di vista diversi, hanno, quindi, l'interesse comune che l'oggetto dell'attività professionale dei geometri venga svolto utilizzando al meglio e completamente l'investimento effettuato nella loro formazione scolastica e professionale.

Invece, ancora oggi, le competenze professionali riconosciute per legge ai geometri non sono definite chiaramente, e non corrispondono pienamente alle competenze fornite dai programmi di studio nel sistema dell’istruzione tecnica e universitaria e della formazione continua che riguardano la professione di geometra, causando questa annosa, ormai, “incertezza legislativa” che impedisce di ottenere la piena utilizzazione della capacità progettuale che la categoria dei geometri è in grado di esprimere, per il benessere della collettività e la crescita dell’economia italiana.

In tante occasioni che non elenchiamo (anche tristemente luttuose, purtroppo, per il paese) la categoria professionale dei geometri ha dimostrato che questo “investimento” è stato un investimento utile alla società, all’economia e al benessere della collettività, nonostante le “incertezze legislative” che normalmente ostacolano la piena utilizzazione delle capacità progettuali in possesso della categoria dei geometri.

Ma non è intenzione di questa lettera attribuire meriti e onorificenze alla categoria dei geometri.

La definizione delle competenze professionali dei geometri in edilizia, che attualmente è contenuta principalmente in un regolamento professionale emanato nel 1929, è “inadeguata”.

Di questa “inadeguatezza” ne danno atto con chiarezza anche i vari Disegni Di Legge presentati in parlamento in questa materia nel corso di decenni.

La definizione delle competenze professionali dei geometri contenuta nel regolamento professionale del 1929 è inadeguata perché, sostanzialmente, non corrisponde allo sviluppo delle conoscenze e delle tecnica, su cui i geometri, invece, si sono formati:

negli istituti tecnici per geometri e nelle università dove conseguono i titoli di studio che consentono di accedere alla professione di geometra;

nel periodo di tirocinio biennale, o di esperienza professionale quinquennale, che i geometri frequentano prima di accedere all’esame di abilitazione all’esercizio della libera professione;

nei programmi di formazione professionale continua organizzati dalla categoria stessa;

dall’esperienza professionale maturata nel corso dell’esercizio della libera professione.

L’inadeguatezza della definizione delle competenze professionali, tra l’altro, ha esposto nel passato, ed espone nel presente, costantemente e ingiustamente, i geometri a contenziosi legali, derivanti dalla incerta definizione legislativa delle competenze professionali dei geometri in edilizia e urbanistica. Contenziosi avviati e ispirati, spesso, dalle categorie professionali concorrenti, con, sottese, motivazioni poco nobili, miranti all’accaparramento delle occasioni di lavoro nel settore delle costruzioni da parte degli iscritti a queste altre categorie professionali concorrenti.

Questi contenziosi hanno originato una copiosa e contrastante giurisprudenza che ha posto nella incertezza assoluta il diritto dei geometri ad esercitare liberamente la propria professione in campo edilizio e urbanistico.

Con l’emanazione della legge di cui si chiede l’approvazione occorrerebbe, pertanto, a nostro avviso, disporre l’estinzione delle cause pendenti contro i geometri in materia di competenze professionali originate dalla mancanza di una chiara definizione legislativa delle competenze dei geometri in edilizia e urbanistica.

L’estinzione delle cause pendenti in questa materia si rende doverosa anche a seguito della abrogazione del Regio Decreto 2229 del 1939 che recava le “norme per la esecuzione delle opere in conglomerato cementizio semplice od armato”, la cui interpretazione giurisprudenziale collegata alle norme del nostro regolamento professionale è stata il fulcro, a nostro avviso, intorno al quale si è originata l’incerta e contrastante produzione giurisprudenziale che nel corso degli anni ha riguardato le competenze dei geometri in edilizia.

Quotidianamente, e da sempre, i geometri, per scelta di vita, sono al servizio della collettività.

La collettività: privati cittadini; imprese; enti; istituzioni; liberamente, e da sempre, sceglie di rivolgersi ai geometri per risolvere problemi tecnici, (e non solo), e continuando a farlo ha dimostrato e dimostra piena soddisfazione per la qualità, competenza e serietà delle nostre prestazioni professionali.

Eccellentissime Autorità Vi esortiamo quindi all’approvazione della Legge sulle competenze dei Geometri in edilizia e urbanistica, senza limitazioni nell’utilizzo di materiali, tecnologie e tipologie, per consentire alla categoria dei geometri di mettere al servizio, e a vantaggio, della collettività e della crescita economica del paese, tutto il potenziale di conoscenze e competenze della categoria dei geometri, derivante dalla formazione scolastica e universitaria, dal tirocinio formativo, dalla formazione professionale continua organizzata dalla categoria e dall’esperienza professionale maturata negli anni direttamente in campo lavorativo dai geometri.

Italia, 3 novembre 2011

 CLICCA QUI PER SCARICARE IL TESTO DELL'APPELLO IN PDF
PER CONDIVIDERLO,  SOTTOSCRIVENDOLO E INVIANDOLO
ALLE ECCELLENTISSIME AUTORITA' IN INDIRIZZO

 

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MOBILITAZIONE GEOMETRI minimieren


Egregi colleghi,

interpretando un diffuso disagio fra i nostri colleghi sentiamo di proporvi questa riflessione e un invito alla mobilitazione in difesa degli interessi della nostra categoria.

 
Sono state abrogate le tariffe professionali.
 
E' stato cancellato il nostro tradizionale corso di studi per conseguire il diploma di Geometra che consentiva di accedere alla nostra libera professione, senza individuare un valido percorso formativo alternativo che consenta, alla nostra categoria, una sicura sostenibilità del nostro sistema sul piano organizzativo , per la tenuta dei collegi provinciali, e previdenziale, per il pagamento delle pensioni future.
 
Ci sottraggono il lavoro con la semplificazione delle procedure edilizie per gli interventi di cui all'art. 6 del testo unico edilizia che costituivano parte del nostro lavoro, aggravando le suddette prospettive.
 
Siamo continuamente attaccati dalle categorie dei laureati nello svolgimento delle nostre attività professionali e sono decenni, ormai quasi un secolo, che attendiamo una legge che consenta di chiarire e aggiornare le nostre competenze professionali nella progettazione delle opere edili in cls armato e nell'urbanistica.
 
Si propone la cancellazione della nostra autonoma organizzazione professionale territoriale trasformando i Collegi dei Geometri in “COGEPAPI”, unificandoli con i Collegi dei Periti Agrari e Periti Industriali, senza che la pura e semplice unificazione contribuisca strutturalmente, di per sé, a risolvere nessuno dei problemi che affliggono la nostra professione e il nostro lavoro, e neppure quello delle altre due categorie professionali coinvolte.
 
Tutto questo accade nonostante, la grande maggioranza dei nostri colleghi è contraria a questa proposta.
 
Circa l'ottanta per cento dei nostri iscritti, interpellati da un sindacato di categoria, e circa il sessantacinque per cento (l'ottanta per cento considerando coloro che si sono dichiarati solo parzialmente d'accordo), secondo un autorevole Istituto di ricerche socio economiche, hanno risposto di essere contrari a questa proposta.
 
Molti nostri colleghi lamentano quotidianamente di essere allo stremo della resistenza lavorativa e senza prospettive immediate e future di lavoro professionale.
 
La nostra categoria sta subendo nel peggiore dei modi gli effetti di una “europeizzazione del mercato delle professioni intellettuali”.
 
Occorre una mobilitazione generale della nostra categoria che faccia arrivare al legislatore un chiaro messaggio di protesta contro questa situazione di grave crisi, per ottenere la giusta attenzione e la definitiva risoluzione dei nostri problemi.
 
Quando il mercato del trasporto aereo nazionale stava per essere acquisito da compagnie estere, per via della “europeizzazione del settore dei trasporti”, mettendo a rischio circa cinquemila posti di lavoro in Italia, in un batter di ciglio lo Stato Italiano è intervenuto, investendo anche, direttamente e indirettamente, tre miliardi di euro (circa seimila miliardi delle vecchie lire), a cui abbiamo partecipato anche noi con la tassazione che regolarmente versiamo.
 
Quando la riforma degli ordinamenti scolastici aveva cancellato gli Istituti Tecnici le organizzazioni degli imprenditori e degli industriali hanno immediatamente ottenuto dal legislatore il loro ripristino sotto forma di Istituti Tecnologici, per soddisfare, però, esclusivamente le loro esigenze di personale tecnico specializzato.
 
Non appena è stata presentata una proposta di Legge per risolvere l'annoso problema delle nostre competenze professionali nella progettazione delle opere edili in cls armato e in urbanistica (DDL 1865 presentato in senato dalla Senatrice VICARI) le categorie dei laureati sono intervenute contro, chiedendo e di fatto ottenendo, fino ad oggi, di bloccarla.
 
In questo momento è in crisi il lavoro di centodiecimila Geometri Liberi professionisti .
 
Per salvaguardare dagli effetti della “europeizzazione del mercato del lavoro delle professioni intellettuali” e dal rischio che questo venga invaso da professionisti stranieri, i Geometri non chiedono soldi per risolvere questa situazione di crisi, ma una legislazione che consenta alla nostra categoria di proseguire nel proprio lavoro.
 
I Geometri chiedono una legislazione sulle competenze e sule tariffe professionali, e una riforma degli ordinamenti scolastici e professionali, che consenta:
 
- ai Geometri Italiani di continuare nella propria opera lavorativa a favore della società, civile ed economica, sul nostro territorio nazionale;
 
- di mantenere il proprio sistema organizzativo e previdenziale;
 
- di dare una concreta risposta alla penuria di lavoro.
 
Il tutto senza alcun costo aggiuntivo per le casse dello Stato.
 
MOBILITAMOCI PER DIFENDERE I NOSTRI INTERESSI E RIVENDICARE I NOSTRI DIRITTI, CHE NON SONO INFERIORI A QUELLI DI TUTTI GLI ALTRI OPERATORI ECONOMICI E DI TUTTE LE ALTRE CATEGORIE PROFESSIONALI, INTELLETTUALI E NON, E LAVORATIVE DELLA NOSTRA NAZIONE.
 
 I Geometri Liberi Professionisti che utilizzano il social network FACEBOOK hanno dato vita ad un gruppo di protesta contro questo stato di cose denominato “GEOMETRI MOBILITAZIONE”.
 
E' il mezzo più veloce per unire i professionisti ovunque si trovino in Italia ed è seguito dai media del settore e dall'opinione pubblica in generale.
 
Vogliamo condividere queste riflessioni con i rappresentanti di categoria del vostro Collegio e con gli iscritti del vostro Collegio chiedendovi di far giungere questo messaggio agli iscritti al vostro Collegio, con una email o con la pubblicazione sul vostro sito web a manifestare il loro consenso con questa protesta iscrivendosi a FACEBOOK e aderendo all'evento “GEOMETRI MOBILITAZIONE”.
 
Questa iniziativa non vuole sovrapporsi o escludere altre, e più necessarie, iniziative di protesta istituzionale, ma vuole supportarle con una diretta partecipazione della base degli iscritti.
 
La gran parte di tutto questo non dipende direttamente da noi, o dai nostri rappresentanti a tutti i livelli, ma se restassimo inerti mentre accade, in parte, ci sentiremmo responsabili e colpevoli, di fronte ai nostri colleghi e alla storia, di non avere levato la nostra protesta.


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Messaggio minimieren

Vogliamo condividere con gli utenti del sito il contenuto di una conversazione con un anziano collega:

Un collega anziano mi ha confidato questo suo sfogo ed ho pensato di farvelo coonoscere e avviare un evento per parlarnte fra di noi:
Partecipate al nuovo evento sul gruppo mobilitazionegeometri

http://www.facebook.com/event.php?eid=108062935942602

Quando mi sono iscritto all'Albo nel mio paese c'erano 7.000 abitanti e tre liberi professionisti, solo geometri. 

Spesso i clienti venivano anche dai comuni limitrofi dove non c'era nessun tecnico a cui rivolgersi.

Oggi, nel mio paese, gli abitanti sono diminuiti a causa dell'emigrazione per carenza di lavoro: oggi ci sono circa 5.000 abitanti.

Nel frattempo sono aumentati a dismisura i professionisti che esercitano nell'area tecnica: c'è ne sono circa trenta tra geometri, ingegneri, architetti, dottori agronomi, ecc. 

Quando mi sono iscritto c'era qualcosa da costruire nel paese, oggi non si costruisce più niente.

Anche nei comuni confinanti la popolazione è diminuita, il lavoro si è praticamente azzerato e, nel frattempo, hanno aperto moltissimi studi professionali.

Le spese per mantenere uno studio, nonostante che io abbia il mio studio in casa, sono aumentate di molto.

Spese per l'acquisto di: 

Software;
Hardware;
Strumentazione Topografica;

Spese per:
Contributi previdenziali;
Formazione Continua;
Assicurazione Professionale;

Costi per:
Nuove Abilitazioni per esercitare nei tradizionali settori della professione in edilizia come 
Prevenzione Incendi;
Certificazione Energetica;
Mediazione in campo giudiziario.

 

 

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Abstract - Commento ai "sondaggi" su facebook minimieren

Abstract. 

Premesso che i nostri “sondaggi” non sono basati su un campione elaborato scientificamente, ma hanno avuto l'unico scopo di consentire agli utenti registrati al social network facebook di esprimere la propria opinione, rispondendo alle domande loro proposte su alcuni temi di interesse per la nostra categoria, e che, quindi, questi “sondaggi” non hanno un valore statistico, vogliamo fare alcune considerazioni complessive sull'esito delle risposte ricevute.

Per leggere il commento clicca su questo link dopo esserti registrato al sito.

Puoi leggere questo commento e rispondere con un tuo commento nella pagina blog registrandoti al sito e cliccando su questo link.

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Abstract - CONSIDERAZIONE SUL DDL 1865 minimieren

 Abstract

          Le competenze professionali attribuite alla categoria dei Geometri, pur' nell'incertezza interpretativa delle stesse, confrontate con quelle riconosciute ai tecnici laureati, nel settore dell'edilizia e dell'urbanistica, rapportate ai percorsi di studi, di pratica e di esercizio professionale concreto ed effettivo, dei primi rispetto ai secondi, mette in evidenza come, la stessa prestazione professionale, nei limiti delle competenze proposte anche per la categoria dei Geometri dal DDL 1865, in edilizia o urbanistica, sarebbe consentita, solo, ai Geometri (categoria di cui ci occupiamo in questa analisi) che abbiano studiato, praticato ed esercitato nelle suddette materie, in alcuni casi, complessivamente, fino a venti anni, mentre per un laureato magistrale basterebbero solo cinque anni di università.

          Fatte salve le illimitate competenze delle categorie professionali laureate dell'area tecnica, in questi stessi settori, di cui non discutiamo ne critichiamo l'entità, e che riconosciamo legittime e meritate, non ci sembra giustificata l'enorme differenza, fra le competenze attribuite alle professioni confrontate, alla luce dei percorsi formativi seguiti dalle suddette figure professionali.

           Tenuto conto della modestia delle competenze definite nel DDL 1865 per la categoria dei Geometri, sembra giusto, quindi, che il legislatore, e solo esso, provveda a chiarire i limiti di competenza in questione, opportunamente differenziandoli, fra queste categorie professionali, riducendo questa grande disparità ed eliminando un secolare contenzioso.

 Per leggere il documento alla pagina 1865 cliccare su questo link dopo essersi registrati al sito.

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